Chi scrive

Il nick ennemme dell’autore dei post (in altri tempi e luoghi nazzarem – a celebrare un amore viscerale per i Rem – o più semplicemente nazza) sta per Nazzareno Mataldi, residente in pianta stabile nella località Piane di Morro del comune di Folignano (a pochi chilometri da Ascoli Piceno, dunque, ma altrettanti pochi dalla teramana Val Vibrata), professione traduttore editoriale e allo stesso tempo piccolo coltivatore diretto (con il rischio, a volte, di non essere fino in fondo nessuna delle due cose). Nato e cresciuto in ambiente contadino, il suddetto, bravo a scuola soprattutto in matematica, subisce il fascino degli studi scientifici e astratti, prima al liceo e poi all’università (fisica), ma, a disagio nel contesto cittadino, troverà un suo equilibrio tornando alla terra e, mettendo a frutto le passioni di sempre per le letture e l’inglese, imboccando da autodidatta la via delle traduzioni. Dal 1996 collaboratore del settimanale «Internazionale» (identificato e identificabile con la sigla nm), ha tradotto (perlopiù dall’inglese, ma anche da francese e spagnolo) per periodici (tra cui «Lettera internazionale», «Testo a Fronte», «la Rivista dei Libri») e case editrici (Fazi, Luca Sossella, Baldini Castoldi Dalai, Blu Edizioni, minimum fax, Laterza, Alet) un ricco assortimento di autori (giornalisti, commentatori, saggisti, narratori) e di testi (scienza, attualità, economia, geopolitica, ecologia, società, critica letteraria; articoli, reportage, saggi brevi e lunghi, racconti, romanzi). È un po’ un tuttofare, e questo a volte lo penalizza. Attivo in passato in diverse comunità online di traduttori e appassionato di segnalazioni, oggi concentra la sua presenza in rete su questo blog personale di citazioni, note fugaci e altri piccoli sfizi, se possibile evitando i discorsi sulla traduzione. (Con il trasloco da Splinder a WordPress, a metà maggio 2008, e una conseguente opera di pulizia, i vecchi post in materia sono stati trasferiti in una appendice di traduzione ad hoc, perlopiù inattiva. Altri restano invece sul defunto blog collettivo dei traslochi.) Il resto del tempo lo dedica sempre più ai lavori in campagna e altre miti occupazioni, lontano dai clamori quotidiani.

Il nome del blog

Il nome foglie-di-vite deriva in prima battuta dalla traduzione che il Castiglioni-Mariotti di liceale memoria dava del latino aptra, la sigla a suo tempo scelta per il sito ufficiale (con ap che può stare banalmente per Ascoli Piceno e tra per traduzioni). Accanto a ciò c’è naturalmente la suggestione della comune origine latina di foglia e foglio (elementi che per altro possono simboleggiare i due poli della vita in campagna e della vita dietro alle pagine di libri, giornali e riviste tra cui oscilla l’esistenza dello scrivente), così come l’intercambiabilità tra la vite intesa come pianta e vite plurale di vita.
Il 2.2 reloaded vuole invece stare a testimoniare le molteplici trasformazioni – come aspetto grafico e come impostazione – conosciute dal blog dall’apertura su Splinder, a fine febbraio 2004, all’approdo su WordPress, nel maggio 2008. Il tutto nella speranza che non ci siano più modifiche sostanziali.

Filosofia del fare blog e credits

Conformemente a quanto scritto in un post del 20 novembre 2004, in un altro blog che ha avuto varie incarnazioni, prima di essere definitivamente cancellato:

Allestire un blog (nuovo o riveduto) è un po’ come definire i contorni di un proprio spazio abitativo (nuovo o riveduto). Dapprincipio tendi a portarvi alcune delle cose che più ami: citazioni, canzoni ecc., sorta di mattoni con i quali edificare gli elementi portanti della nuova architettura; aggirandoti tra i quali, e ad essi variamente ispirandoti, cercherai via via di aggiungere qualche composizione di fattura più squisitamente personale. All’inizio con timidezza e titubanza, poi, acquisita maggiore confidenza con il nuovo ambiente e fissata una mappa mentale delle sue coordinate, con più disinibizione e audacia. Ma senza mai veramente superare un’indefinita soglia limite, oltre la quale è bene non andare.
Come qualsiasi medium di scrittura elettronica, i blog hanno tuttavia un piccolo limite: l’impossibilità di recare traccia dei tanti brandelli di carta, irti di scarabocchi, cancellature, correzioni, aggiunte e richiami in ogni margine libero, su cui lentamente prendono forma i post a sfondo più personale. Brandelli che, assolta la funzione di ricettacolo primo dei tuoi ghiribizzi mentali, e trasferito sul web il loro contenuto edulcorato, inevitabilmente finiscono in tanti brandelli più piccoli tra la carta straccia. Anche a loro, perciò, va reso meritato onore, oltre che ai tanti libri, siti web, giornali e opuscoli ai quali si attinge.

Epigrafi

appare la bellezza mai assillante né oziosa / languida quando è ora e forte e lieve e austera / l’aria serena e di sostanza sferzante
C.S.I.

Siamo migliori della somma totale dei nostri successi e dei nostri fallimenti.
Ben Okri

La vita è una cosa buona se la lasciamo un poco quieta in noi.
Scipio Slataper

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