Vent’anni dopo la caduta del Muro di Berlino si fanno alla fine tante cose, da un punto di vista strettamente personale, che forse sarebbe stato opportuno fare già allora. Del tipo: militare, sia pur timidamente, in un partito politico; oppure correre gare amatoriali – un po’ meno timidamente, se possibile, e con spirito allo stesso tempo un po’ più collettivo e competitivo – nell’ambito di un gruppo sportivo (come, ultimo in ordine di tempo, ieri, al terzo Trofeo tre colli di Montorio al Vomano, di cui la foto qui mi ritrae in una fase della gara, verso la fine del secondo giro). E, sempre vent’anni dopo, si apprezzano tante cose che forse allora si erano trascurate. Come quella che segue, annunciata l’altro ieri.

«Corriere della Sera», 8 novembre 1989, p. 3

Contro l’egoismo impariamo la «coralità»

Dall’estetica musicale suggerimenti per i mali della società dei consumi

di Gillo Dorfles

Non tutti i giovani sono scioperati, drogati, o sbandati; non tutti gli adulti sono conformisti, qualunquisti, arrivisti. Faccio queste considerazioni perché negli ultimi tempi – contrariamente a quanto di solito accade – ho assistito a qualche caso abbastanza felice di operosa comunione (senza «liberazione»), di volontà di imparare e insegnare (senza profittare). Lungi da me ogni intenzione di ammannire prediche moralistiche di fronte al dilagare di malversazioni, razzismi, peculati, ecc. e anche di fronte alla soddisfazione sadica nel voler vedere ovunque soltanto gli aspetti peggiori. Tuttavia, ritengo che sia opportuno ogni tanto cercare di individuare e propagandare quel tantino di buono che ancora esiste e persiste.
(continua…)