Se c’è un contesto in cui genitori in cui genitori e zii possono essere più pazzi e scatenati e invasati di figli e nipoti, è senz’altro a concerti di musica rock-progressive anni settanta. Ne ho avuto una conferma ieri sera, a un concerto della Pfm, a Offida: una prima parte dedicata, come da programma, a cantare De André, a dieci anni dalla sua scomparsa e a trenta dallo storico tour-disco insieme; la seconda ai classici – perlopiù strumentali – della casa; e a chiudere, dopo i pezzi più famosi e fragorosi e coinvolgenti di Di Cioccio & C., di nuovo De André, con “Il pescatore”, e… puro delirio di urla liberatorie e salti e battimani e “caos creativo”, pura “Ce-le-bration”! E alla fine, mentre uscivamo, una ragazzina ha detto ai suoi: “Non ci vengo più a un concerto con voi”. Come a dire: “Voi siete completamente matti, proprio suonati”. E non aveva tutti i torti, la piccolina.