Calmo e rilassato e, praticamente, beato come non capitava da anni, prendo l’abituale commiato estivo dal blog. E se l’anno scorso si chiudeva con il Bauman di Amore liquido, quest’anno le parole finali toccano a Labranca e al suo 78.08, il primo libro con cui nei prossimi giorni di relax cercherò di ripetere l’esperienza della lettura ad alta voce già fatta con Libri e cazzotti di Pironti. Al mare, in montagna, in campagna o dove che sia.

[...] È la molteplicità delle cose che vogliamo comunicare che ci rende aggressivi nello .08. E per comunicarlo facciamo come i computer: usiamo le icone. Ognuno di noi, qui dentro, fuori per strada, a casa mia, in un’altra città del Paese sta cercando di comunicare riempiendo il desktop dell’interfaccia sociale con una moltitudine di icone. [...]
Magari mi sbaglio, anzi sicuramente mi sbaglio, ma il .78 mi appare adesso come un nido lontano, caldo e protetto, in cui vorrei rifugiarmi con poche cose, un panino al prosciutto e una manciata di canzoni.
Mentre lo .08 è uno show affollato e continuo in cui devo esibirmi mostrando le icone, obbligato a conoscerle, a usarle, ad accettarle o a rifiutarle. [...]

Tommaso Labranca, 78.08, Excelsior 1881, Milano 2008, pp. 235-236.