DeLillo “chiama” quasi automaticamente Tullio Pironti, il suo primo editore italiano, e questo Libri e cazzotti (da tre anni in lista di attesa, eccolo ora nella tracolla già pronta per il mare, domani). Da un incontro con Romano Montroni (subito dopo il racconto della cena con Giulio Einaudi, dove «il grande editore mi chiese, tra le altre cose, come avessi fatto a scoprire Don DeLillo. Gli dissi che era stata Fernanda Pivano a suggerirmi di comprare i diritti dello scrittore americano»):
[...] Fin dall’inizio Romano aveva mostrato un sincero interesse per la mia attività editoriale. Si complimentava con me quando pubblicavo buoni libri, ma non mi risparmiava le critiche quando le riteneva necessarie. [...] Spesso dovevo riconoscere che aveva ragione.
«Mi devi scusare se mi intrometto nel tuo lavoro», continuò, «ma, se mi comporto così, è perché faccio il tifo per te. Quando ancora non ti conoscevo, fantasticavo sulla tua persona. Spesso mi chiedevo: “Chissà chi è questo napoletano e come avrà fatto a portare in Italia autori come Raymond Carver, Don DeLillo, Breat Easton Ellis, Edmond Jabés”. Ricordo quando, con mia grande sorpresa, lessi che nella classifica dei libri più venduti c’erano contemporaneamente due tuoi titoli, In nome di Dio e Il Camorrista di Marrazzo, entrambi ai primi posti». [...]
Tullio Pironti, Libri e cazzotti, Tullio Pironti Editore, Napoli 2005, pp. 170-171