Per parodiare il titolo di una canzone e dell’album omonimo di Carmen Consoli, Confusa e felice, stasera è così che mi sento: stanco e felice. Stanco perché è da stamattina che corro, tra un articolo riletto e consegnato, un altro cominciato a rivedere, poi via in piscina per curare la schiena, quindi, di ritorno, un nuovo articolo tradotto, riletto e consegnato, e un altro ancora cominciato e presto interrotto per accompagnare mamma a una visita di controllo dall’oculista, e adesso di nuovo al lavoro per un altro paio di ore. Felice perché, malgrado tutto questo correre e i ritardi che vado accumulando a destra e a manca, e malgrado vari malanni fisici, riesco in qualche modo a non soccombere; anzi, vado piano piano recuperando uno spirito che negli ultimi anni mi era a lungo mancato, perso com’ero dietro cose che probabilmente valevano poco e niente (di certo, non tutta l’importanza che allora gli davo). Felice soprattutto perché la seduta di stamattina in piscina (la prima dopo cinque anni, e altri due prima in cui, pur frequentando dei corsi, non avevo fatto grossi progressi nel vincere la mia insana ritrosia all’acqua) non è stata disastrosa come temevo che fosse. Con mio grande sollievo (nonché dell’istruttrice).
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- Data dell'articolo :
- Lun 12 Febbraio 2007 at 22.23
- Categoria :
- minuzie
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