Annunciati i venti prefinalisti dell’edizione 2007 dell’Independent Foreign Fiction Prize, premio assegnato ogni anno alla migliore opera di narrativa contemporanea in traduzione inglese, e diviso in parti uguali – 5.000 sterline a testa – tra l’autore e il traduttore del libro vincitore (lo scorso anno sono stati rispettivamente il norvegese Per Petterson, per il romanzo Out Stealing Horses, e la sua traduttrice Anne Born). Per l’Italia è in lizza Niccolò Ammaniti con Steal You Away, traduzione di Jonathan Hunt di Ti prendo e ti porto via. Gli altri diciannove prefinalisti sono: My Father’s Notebook di Kader Abdolah, tradotto da Susan Massotty; The Book of Chameleons di José Eduardo Agualusa, tradotto da Daniel Hahn; The Speed of Light di Javier Cercas, tradotto da Anne McLean; The Moldavian Pimp di Edgardo Cozarinsky, tradotto da Nick Caistor; The Story of Blanche and Marie di Per Olov Enquist, tradotto da Tina Nunnally; The Old Child di Jenny Erpenbeck, tradotto da Susan Bernofsky; Just Like Tomorrow di Faïza Guène, tradotto da Sarah Adams; Four Walls di Vangelis Hatziyannidis, tradotto da Anne-Marie Stanton-Ife; The Successor di Ismail Kadare, tradotto da David Bellos; Stick Out Your Tongue di Ma Jian, tradotto da Flora Drew; Your Face Tomorrow 2: Dance and Dream di Javier Marías, tradotto da Margaret Jull Costa; Vienna di Eva Menasse, tradotto da Anthea Bell; Wizard of the Crow di Ngugi wa Thiong’o, tradotto da Ngugi wa Thiong’o; Havana Black di Leonardo Padura, tradotto da Peter Bush; A Thousand Rooms of Dream and Fear di Atiq Rahimi, tradotto da Sarah Maguire e Yama Yari; Seeing di José Saramago, tradotto da Margaret Jull Costa; The Gaze di Elif Shafak, tradotto da Brendan Freely; Shyness and Dignity di Dag Solstad, tradotto da Sverre Lyngstad; Grace di Linn Ullmann, tradotto da Barbara Haveland. I sei finalisti – scelti da una giuria composta da Boyd Tonkin, David Constantine, Jennie Erdal, Ali Smith e Kate Griffin – saranno annunciati il 2 marzo, e il libro vincitore a fine aprile.