È questa l’esperienza che spesso consente la traduzione: “vorticare”. Passare nel giro di poche ore da un argomento a un altro, da un paese a un altro, da una lingua a un’altra, da una scrittura a un’altra, con la mente al tempo stesso stordita ed esaltata. Come nel giorno appena finito: partenza con una breve storia della Corte penale internazionale; rapido trasferimento a Ramallah, Gaza e Tel Aviv; poi antica Cina, a rivedere un pezzo sul significato del vento; quindi di nuovo Cpi. (E questa non è stata nemmeno una giornata particolarmente intensa o ad alta commutazione linguistica.) A volte è un gran bel vorticare; altre, quando le notizie e gli argomenti affrontati non sono proprio allegri, un po’ meno.
«Ascolta il vento e conoscerai il vento.» – Antico detto cinese.